Cella solare bifacciale monocristallina 5BB 5,4Wp | MR WATT
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Cella solare bifacciale monocristallina 5BB 5,4Wp

Cella solare bifacciale monocristallina in formato M2 da 156,75 x 156,75 mm, spessore 200 µm, con 5 busbar frontali in argento e griglia di contatto anche sul retro: produce energia da entrambe le facce.

Lato fronte fino a 5,40 Wp ed efficienza del 22,1% in condizioni STC; il produttore dichiara un guadagno dal retro del 5-20% con installazione idonea. Saldabile con ribbon tradizionale, adatta a moduli vetro-vetro o con backsheet trasparente.

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La cella solare bifacciale monocristallina da 156,75 x 156,75 mm (formato M2, diagonale 210 mm) cattura la luce su entrambe le facce: dal fronte riceve l'irraggiamento diretto, dal retro la luce riflessa dal suolo e quella diffusa. Rispetto a una cella monofacciale di pari formato, il retro non è chiuso da uno strato continuo di alluminio ma da una griglia di contatto che lascia passare la luce. Secondo il datasheet del produttore, con un'installazione adatta il retro aggiunge dal 5 al 20% di potenza a quella misurata sul fronte.

Il fronte ha 5 busbar in argento da 0,7 mm e antiriflesso in nitruro di silicio; il retro porta piazzole di saldatura in argento da 1,75 mm. È quindi una cella che si interconnette con il classico ribbon fronte-retro, come le monocristalline a busbar che già conosci: niente backsheet conduttivi o attrezzature speciali.

Bifacciale non vuol dire automaticamente più energia

Questo è il punto che nelle schede dei concorrenti manca quasi sempre. Il guadagno dal retro esiste solo se la luce arriva davvero sul retro, e dipende da tre fattori:

  • Il modulo deve essere trasparente dietro: vetro-vetro oppure backsheet trasparente. Laminata con un backsheet bianco o nero opaco, una cella bifacciale lavora esattamente come una monofacciale e il sovrapprezzo è sprecato.
  • L'albedo del suolo, cioè quanta luce riflette la superficie sotto il modulo: un prato riflette indicativamente il 15-26%, cemento e ghiaia chiara di più, una membrana bianca o la neve molto di più.
  • Altezza e spazio libero: un modulo appoggiato al tetto ha il retro al buio. Pergole, tettoie, recinzioni verticali, balaustre e strutture a terra sollevate sono le installazioni dove il retro lavora.

Per questo la forbice dichiarata è così ampia: 5% in condizioni modeste, 20% su superfici molto chiare con il modulo ben sollevato.

Specifiche tecniche

Tecnologia Silicio monocristallino, cella bifacciale
Formato 156,75 x 156,75 mm (M2), diagonale 210 ±0,25 mm
Spessore 200 ±20 µm
Fronte (polo -) 5 busbar in argento da 0,7 ±0,1 mm, antiriflesso in nitruro di silicio
Retro (polo +) Piazzole di saldatura in argento da 1,75 ±0,1 mm, campo posteriore (BSF) in alluminio a griglia
Potenza fronte (STC) Da 5,20 a 5,40 Wp a seconda della classe
Efficienza fronte Da 21,3% a 22,1%
Guadagno dal retro 5-20% con installazione idonea (dato del produttore)
Fattore di bifaccialità Non dichiarato nel datasheet
Coeff. di temperatura Pmax -0,41 %/°C
Coeff. di temperatura Voc -0,32 %/°C
Coeff. di temperatura Isc +0,04 %/°C
Condizioni di misura STC: 1000 W/m² sul fronte, AM1.5, 25 °C

Classi di potenza (lato fronte, STC)

Pmax Vmp Imp Voc Isc Efficienza
5,20 W 0,564 V 9,22 A 0,669 V 9,73 A 21,3%
5,28 W 0,568 V 9,29 A 0,672 V 9,78 A 21,6%
5,30 W 0,569 V 9,32 A 0,673 V 9,80 A 21,7%
5,35 W 0,572 V 9,35 A 0,675 V 9,83 A 21,9%
5,40 W 0,574 V 9,40 A 0,677 V 9,87 A 22,1%

Le efficienze tornano con la geometria: la cella pseudo-quadrata ha una superficie utile di circa 244 cm², e 5,40 W su 244 cm² sotto 1000 W/m² corrispondono al 22,1%. Quando si dimensiona un modulo si usano sempre i valori del fronte; il contributo del retro è un margine aggiuntivo che dipende dal sito, non una potenza di targa garantita.

Quanto rende davvero il retro: un esempio con i numeri

Le norme di misura dei dispositivi bifacciali (IEC TS 60904-1-2) usano come riferimento 135 W/m² sul retro insieme ai 1000 W/m² sul fronte, una condizione rappresentativa di un modulo sollevato sopra un suolo di albedo medio. La bifaccialità di questo modello non è dichiarata: ipotizzando un valore del 70%, tipico delle celle bifacciali di tipo p a griglia posteriore in alluminio, la cella da 5,40 Wp arriva a circa 5,9 W equivalenti, cioè circa +9%. È un'ipotesi di calcolo, non un dato di targa: serve a capire l'ordine di grandezza.

Lo stesso discorso vale per il caldo. Con -0,41 %/°C, una cella che d'estate lavora a 65 °C perde circa il 16% rispetto ai 25 °C di prova: la cella da 5,40 Wp eroga in quel momento circa 4,5 W sul fronte. Le installazioni bifacciali ben ventilate, come pergole e recinzioni, aiutano anche su questo fronte perché il modulo resta più fresco.

A chi serve e dove usarla

  • Moduli vetro-vetro su misura per pergole, tettoie, pensiline e verande, dove la luce che filtra tra le celle è anche un elemento architettonico
  • Moduli verticali per recinzioni e balaustre esposte est-ovest, che producono da entrambe le facce mattina e pomeriggio
  • Prototipi e laboratorio: misure di bifaccialità, confronti fronte/retro, didattica sulle architetture di cella
  • Autocostruzione: con 200 µm di spessore e busbar frontali è una cella che si salda a mano con ribbon, flussante e saldatore a temperatura controllata

Non è invece la scelta giusta per un pannello laminato con backsheet opaco o incollato su una superficie piena: lì una monocristallina monofacciale costa meno e rende uguale. MR WATT progetta e produce moduli fotovoltaici su misura: se ti serve il modulo finito vetro-vetro con queste celle, possiamo occuparci noi di stringatura e laminazione.

Domande frequenti

Una cella bifacciale produce sempre più di una cella normale?

No. Il retro produce solo se riceve luce: in un modulo con backsheet opaco, o appoggiato sul tetto senza spazio sotto, la cella bifacciale rende come una monofacciale. Il guadagno dichiarato del 5-20% si ottiene con moduli vetro-vetro o con backsheet trasparente, installati sollevati sopra superfici chiare.

Si può saldare a mano come le celle a busbar tradizionali?

Sì. Il fronte ha 5 busbar in argento da 0,7 mm e il retro piazzole di saldatura in argento da 1,75 mm, quindi si collega in serie con ribbon stagnato fronte-retro. Servono flussante no-clean e un saldatore a temperatura controllata. Lo spessore di 200 µm la rende più robusta alla manipolazione delle celle più sottili di ultima generazione.

Quante celle servono per caricare una batteria da 12 V?

Con una tensione al punto di massima potenza di circa 0,57 V per cella, servono 36 celle in serie: circa 20,5 V a 25 °C, che con le celle calde d'estate scendono verso i 18 V, ancora sufficienti perché un regolatore carichi correttamente una batteria da 12 V. Con 36 celle da 5,4 W si ottiene un modulo da circa 190 W sul solo fronte, prima delle perdite di laminazione.

Che cos'è il fattore di bifaccialità e perché non è indicato?

È il rapporto tra la potenza prodotta dal retro e quella prodotta dal fronte a parità di luce, misurato secondo IEC TS 60904-1-2. Il datasheet di questo modello non lo riporta; le celle bifacciali di tipo p con griglia posteriore in alluminio si collocano tipicamente tra il 65 e l'80%, mentre le celle di tipo n come TOPCon ed eterogiunzione arrivano all'80-95%.

La potenza indicata comprende anche il contributo del retro?

No. Le classi da 5,20 a 5,40 Wp sono misurate in condizioni STC con luce solo sul fronte. Il contributo del retro si aggiunge a seconda dell'installazione e non va usato per dimensionare stringhe e regolatori: si progetta sui valori del fronte e si considera il retro come margine di produzione.

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