Quadro di Interfaccia CEI 0-21 30 kW QIT30-1
SecSun QIT30-1: quadro di interfaccia trifase per impianti fotovoltaici fino a 30 kW con un inverter, con relè SPI conforme CEI 0-21, contattore di interfaccia 4P da 50 A e test report collaudato su banco.
Sezionatore generale 4x63 A con bobina di sgancio, magnetotermico differenziale 4x50 A 300 mA classe A, scaricatore trifase classe II da 20 kA, carpenteria in poliestere IP66 classe II. Obbligatorio sopra gli 11,08 kW. Prodotto in Italia.
Il SecSun QIT30-1 è il quadro di interfaccia trifase per impianti fotovoltaici fino a 30 kW con un inverter, fornito con test report del relè di interfaccia collaudato su banco. È il componente che rende possibile l'allacciamento alla rete quando l'impianto supera la soglia oltre la quale la protezione integrata nell'inverter non basta più.
Sopra gli 11,08 kW il quadro di interfaccia non è opzionale
La CEI 0-21 distingue nettamente due regimi. Sotto gli 11,08 kW la protezione di interfaccia integrata nell'inverter è sufficiente e la connessione segue la procedura semplificata. Sopra quella soglia servono un relè SPI esterno, un dispositivo di interfaccia (DDI) in grado di aprire fisicamente il circuito e il test report che documenta le prove sul relè. Non è una raccomandazione: senza quei tre elementi il distributore non attiva la connessione.
Questo quadro li contiene tutti e tre, già cablati e collaudati, con la dichiarazione di conformità CEI EN 61439-1/2. Il tempo che si risparmia non è in cantiere ma in ufficio, quando la pratica va chiusa.
La bobina di sgancio e il comando di rincalzo
Il sezionatore generale è dotato di bobina di sgancio a 230 V: serve al cosiddetto comando di rincalzo, cioè al secondo dispositivo che interviene se il contattore di interfaccia non apre. La norma lo richiede sugli impianti che superano i 20 kWp, ma averlo già presente su un quadro da 30 kW significa che l'impianto è pronto anche se la potenza cresce nel tempo, senza rimettere mano al quadro.
Specifiche tecniche QIT30-1
| Codice | QIT30-1 |
| Potenza nominale | 30 kW |
| Configurazione | Trifase, 1 inverter |
| Interruttore sezionatore generale | 4x63 A con bobina di sgancio 230 V (comando di rincalzo) |
| Contattore di interfaccia (DDI) | 4 poli, 50 A in categoria AC-3 |
| Relè di interfaccia | Conforme CEI 0-21, tarato sui valori di default di norma |
| Protezione dell'inverter | Magnetotermico differenziale 4x50 A, 6 kA, 300 mA classe A |
| Scaricatore di sovratensione | Trifase classe II, Imax 20 kA, con protezione dedicata |
| Morsettiera | Ingresso e uscita cavi, numerata |
| Carpenteria | Poliestere, IP66, classe di isolamento II |
| Documentazione | Test report SPI da banco, dichiarazione CEI EN 61439-1/2 |
| Produttore | SecSun / Contact Italia, prodotto in Italia |
Cosa significa "test report da banco"
Il relè di interfaccia va provato per verificare che intervenga alle soglie di tensione e frequenza previste dalla norma e nei tempi prescritti. Quella prova può essere fatta in cantiere, con una cassetta prova relè e il tempo di un tecnico specializzato, oppure arrivare già eseguita in fabbrica con il relativo verbale. La seconda strada è quella di questo quadro: il test report accompagna la fornitura ed è il documento che il distributore si aspetta di trovare allegato alla pratica di connessione. Va comunque conservato e allegato: è la parte della documentazione che più spesso manca quando la pratica torna indietro.
Cosa ci puoi fare nella vita di tutti i giorni
Un impianto da 30 kW è la taglia del capannone artigiano, dell'azienda agricola con celle frigorifere o del piccolo albergo: 60-70 pannelli, un inverter trifase e un consumo che si concentra negli orari di lavoro, cioè proprio quando il fotovoltaico produce. Con questa potenza si resta inoltre sotto i 20 kW di potenza attiva nominale solo se l'inverter è tarato più in basso: a 30 kW pieni scattano gli adempimenti di officina elettrica previsti dal Testo Unico Accise, con denuncia all'Agenzia delle Dogane e dichiarazione annuale. È una voce da mettere in conto insieme al quadro.
Domande frequenti
Serve davvero, o basta la protezione dell'inverter?
Sopra gli 11,08 kW serve. La protezione di interfaccia integrata nell'inverter è certificata e sufficiente solo al di sotto di quella soglia; oltre, la CEI 0-21 richiede relè SPI esterno, dispositivo di interfaccia e test report come elementi distinti e verificabili.
Va bene per due inverter?
No, questa versione è configurata per un solo inverter trifase e ha una singola protezione dedicata. Per impianti con due inverter esiste la versione a due partenze, che monta due magnetotermici differenziali separati e un sezionatore dimensionato di conseguenza.
Il relè è già tarato?
Sì, con i valori di default previsti dalla norma. Su richiesta le soglie possono essere personalizzate, ma la taratura standard è quella che il distributore si aspetta e che il test report certifica: modificarla senza una prescrizione esplicita complica la pratica invece di semplificarla.
Posso installarlo all'esterno?
Sì. La carpenteria in poliestere con grado IP66 e classe di isolamento II è pensata per resistere agli agenti atmosferici e non richiede la messa a terra dell'involucro. Come sempre, una posizione riparata dall'irraggiamento diretto riduce lo stress termico sui componenti e allunga la vita del relè.
Che differenza c'è con il modello da 40 kW?
Cambia il dimensionamento: il quadro da 40 kW monta un sezionatore da 100 A, un contattore da 95 A e un magnetotermico da 80 A con potere di interruzione da 16 kA, contro i 63, 50 e 50 A di questo. La logica di funzionamento e la documentazione sono le stesse; a decidere è la corrente dell'inverter, non la potenza nominale dell'impianto.