Quadro di Protezione AC Fotovoltaico Monofase QAC 5/6 kW
Quadro di protezione AC monofase per impianti fotovoltaici da 5 a 6 kW, 32 A 230 V: la taglia massima ammessa su una connessione monofase. Integra magnetotermico differenziale Classe A 32 A da 300 mA, interruttore in configurazione entra/esci e scaricatore SPD Classe II 2P 230 V 15 kA.
Box IP65 compatto da 8 moduli con schema unifilare e dichiarazione di conformità.
Il quadro AC monofase QAC 5/6 kW chiude la gamma monofase della serie: 32 A a 230 V, la corrente che serve per gestire un inverter da 6 kW a piena potenza. È il quadro di protezione e sezionamento da installare fra inverter e quadro generale sugli impianti residenziali di taglia massima consentita in monofase.
Sei kilowatt: dove finisce il monofase
In Italia la connessione monofase in bassa tensione è ammessa fino a 6 kW di potenza disponibile; oltre quella soglia il distributore richiede una fornitura trifase. Questo definisce con precisione il campo di questo quadro: è il più grande della famiglia monofase e, allo stesso tempo, l'ultimo prima del passaggio obbligato al trifase.
Se stai valutando un impianto da 6 kWp con l'idea di ampliarlo in futuro, vale la pena fermarsi qui a ragionare: un ampliamento oltre gli 11,08 kW comporterà non solo il passaggio al trifase, ma anche l'obbligo di un Sistema di Protezione di Interfaccia (SPI) esterno con test report secondo la CEI 0-21. In quel caso questo quadro non sarà riutilizzabile e servirà un quadro di interfaccia trifase.
Specifiche tecniche QAC 5/6 kW
| Potenza impianto | Da 5 a 6 kW |
| Tipo di rete | Monofase 230 V |
| Corrente nominale | 32 A |
| Protezione principale | Magnetotermico differenziale (IMTD) 32 A, 300 mA, Classe A |
| Configurazione | Interruttore magnetotermico in entra/esci |
| Sovratensioni | Scaricatore SPD Classe II, 2P, 230 V, 15 kA |
| Protezione di interfaccia | Non presente (impianti sotto 11,08 kW) |
| Carpenteria | Box IP65 da 8 moduli, 115 x 200 x 200 mm |
| Documentazione | Schema unifilare e dichiarazione di conformità |
| Peso | 3 kg |
Otto moduli invece di dodici: cosa cambia
Rispetto alle taglie da 16 A e 25 A, che usano un box da 12 moduli, questa versione adotta una carpenteria da 8 moduli pur montando componenti di portata superiore. Non è un declassamento: la configurazione con magnetotermico entra/esci e differenziale integrato occupa meno spazio di uno schema a dispositivi separati. Il vantaggio pratico è l'ingombro ridotto, utile quando il quadro va installato in un vano tecnico o in un sottotetto già affollato. Lo svantaggio è che restano pochi moduli liberi: se prevedi di aggiungere in seguito un contatore di produzione o un contattore di comando, valuta un box più capiente.
Domande frequenti
Il mio inverter è da 6 kW ma i pannelli sono 7,5 kWp: va bene lo stesso?
Sì. Il quadro si dimensiona sulla potenza AC dell'inverter, non su quella di picco dei moduli. Un sovradimensionamento del campo fotovoltaico rispetto all'inverter è una pratica normale e non cambia la corrente massima che attraversa il quadro, limitata dall'inverter stesso.
Posso usarlo con due inverter monofase da 3 kW ciascuno?
Solo se le due linee vengono unite a monte del quadro e la somma resta entro i 32 A, ma non è la soluzione preferibile: senza protezioni separate un guasto su un inverter mette fuori servizio anche l'altro. Con due inverter conviene una protezione dedicata per ciascuno.
Include il contatore di produzione richiesto dal GSE?
No, il contatore di produzione non è incluso. Per gli impianti fino a 20 kW in scambio sul posto la misura della produzione viene comunque effettuata dal contatore installato dal distributore o rilevata dall'inverter, secondo quanto previsto dal regolamento di esercizio.
Che sezione di cavo serve per collegarlo?
Con una protezione da 32 A la sezione minima è 6 mm² per posa in tubo, da aumentare a 10 mm² quando la distanza fra inverter e quadro generale supera i 25-30 metri, così da contenere la caduta di tensione entro i limiti indicati dai costruttori di inverter.
Va bene anche per un impianto con accumulo?
Sì, purché la potenza AC complessiva dell'inverter ibrido resti entro i 6 kW. Va però verificato che l'eventuale linea di backup, quella che alimenta i carichi privilegiati in assenza di rete, abbia una propria protezione dedicata: non passa da questo quadro.